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..:: Pensieri a denti stretti ::..


Un uomo di genio non commette errori: i suoi sbagli sono voluti e sono l'anticamera della scoperta.

James Joyce


Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
è un pensiero di Gionni inserito il 29/05/2006 alle 11:40:11, nella sezione Variazioni sul tema, e linkato 1127 volte.

Oggi, lavoro permettendo, mi sento prolifico. Ma inizio con un piccolo post di puntualizzazione, mi pare più che dovuto nei confronti dei miei lettori.
Avrete notato che nei giorni scorsi c'è stata un po' di maretta nei commenti. Probabilmente molti di voi non avranno capito nulla e magari neanche, giustamente, seguito.
Tutto è bene quel che finisce bene, e spero che tutto si sia chiarito nel modo migliore, però chiedo un piccolo favore a voi lettori, per una coerenza nel confronti dell'impostazione stessa del blog. Se ci sono problemi "personali", va bene un accenno, ma parliamone attraverso altri canali.
La linea editoriale non è alla Funari, ma più alla Enzo Biagi.

Detto ciò, torniamo a commentare serenamente e in compagnia.

 
è un pensiero di Gionni inserito il 28/05/2006 alle 16:50:44, nella sezione Politicando, e linkato 677 volte.

E anche questo voto è stato espresso, ho messo la mia crocetta sul lenzuolino azzurro. Come vada è abbastanza scontato, ma dal segreto dell'urna, non si sa mai che sorpresa possa venir fuori. Il caldo potrebbe far iniziare ad ammattire un po' di persone.

Ma lasciamo la parola al popolo.

P.S. per la cronaca, la matita con la quale si vota... SI CANCELLA!!! Non è vero che è "indelebile"

 
è un pensiero di Gionni inserito il 27/05/2006 alle 16:14:02, nella sezione Lavorando, e linkato 991 volte.

Non sono sparito, anche perchè come vedete sui commenti rispondo, però è qualche giorno che non scrivo post, è vero. Un po' per impicci lavorativi in ufficio, e quello è quasi endemico, e un po' perchè sto in perenne fase sperimentale.
Avrete già notato la nuova opzione "Segnala il post via mail" e grazie a Davidonzo, sto testando il suo interessante sistema di moderazione dei commenti. Un altro comando di poco conto lo metto in rete tra qlc ora. Quindi, mi dedico un po' a quello che c'è dietro il blog e poco al davanti. Alla fine voi, miei cari lettori, non noterete grandi differenze, ma molto è stato fatto.
Anzi, se avete consigli, io li aspetto sempre in quantità industriale.

Grazie amici.

 
è un pensiero di Gionni inserito il 24/05/2006 alle 21:02:34, nella sezione Variazioni sul tema, e linkato 711 volte.

Non poteva mancare un post dedicato ai nipotini senesi.


La ferocissima Nina

Alcuni di voi già li conoscono, altri li conosceranno per l'occasione, ma ecco a voi i protagonisti.
Si inizia obbligatoriamente dal ferocissimo lupo bianco: Nina, un concentrato di tenerezza e dolcezza. Gelosissima della sua mamma (guai ad avvicinarsi mentre lei scondinzola intorno), adora tantissimo le coccole di babbo. Si vergogna però di mostrare i denti, anzi, se la incontrate per strada, fate finta di nulla se si intravede un canino, è timidissima. 


Nina tra le coccole del babbo

Pino
A seguire ad una lunghezza di coda, il cane a molla, l'erede ufficiale del circo Barnum: Lampo detto Pino. Trovarlo un attimo fermo credo sia matematicamente impossibile. Anche provando a legarlo, sarebbe capace di portarsi dietro tutto. Cane curioso, che butta se può, l'occhio sotto la gonna, ama le zie morbide morbide, accoccolandosi sulle quali va in una particolare forma di estasi.
Ma cambiando stanza, ecco venire incontro la tribù felina.


La fascinosa Picci

La veterana, la gatta da gossip, sulle cui storie d'amore sono stati versati fiumi d'inchiosto: Picci. Attenti a voi bei giovincelli, dopo le 22 se passate sotto le sue grinfie non ve la passate più liscia. E soprattutto, non toccatele la figlia: Tontina. Su di lei si narrano molte storie, è nata peluche e si è successivamente animata di vita propria, o era gatta e si è impeluchita? Chissà.


Picci e Tontina

Tontina in posa
Ed ecco apparire etera sua altezza: Stellina. Ci si domanda se esistono gli UFO. Lei ne è la prova. Non è un gatto, è un alieno. Anche se... nessuno l'ha mai vista di persona. Si nasconde, ma non per timidezza, unicamente per tutelare i propri diritti di immagine. E anche un po' perchè, da brava snob, non può farsi vedere tanto dalla plebe. Infatti, non abbiamo foto...
E a proposito di plebe, ecco a voi la meraviglia delle meraviglie: Morgana.


Morgana

Lo so, c'è da perderci subito la testa per una gatta così, e lei lo sa. Infatti, da brava 'gnotta, ti si arruffiana subito e talmente bene che dopo... non potrai più fare a meno di lei. Impegnatissima nel suo lavoro di accentratrice di coccole, nel tempo libero si dedica al suo hobby preferito, i croccantini.


Morgana in estasi
Questa è la parte di famiglia casalinga... prossimamente il resto.

 
è un pensiero di Gionni inserito il 23/05/2006 alle 13:29:45, nella sezione Politicando, e linkato 1521 volte.

Il 23 maggio di quattordici anni fa era un sabato. Un caldo sabato di maggio nella grande isola ricca di colori, profumi e sensazioni che la contraddistinguono e che puoi conoscere soltanto se ci vivi e se la conosci.
Era un sabato normale, almeno semprava esserlo. Diventò un giorno di riscossa, importante e da ricordare, non per chi voleva compiere una propria vendetta e un atto di forza verso lo Stato, ma per i milioni di siciliani stanchi di dover convivere con un male, un tumore maligno che affliggeva da secoli la loro isola.


Falcone e Borsellino
Foto presa dalla rete

Alle ore 17.59, all'altezza dello svincolo di Capaci lungo l'autostrada Palermo-Trapani, la mafia, in un estremo tentativo di sopravvivenza, fece esplodere 5 quintali di tritolo. Una strage infame, per colpire il simbolo più importante di quella lotta tra mafia e stato. Giovanni Falcone.
Un boato enorme, come un vulcano che scarica la sua rabbia, che per trenta interminabili secondi oscurò il cielo rosso di una sera d'estate, scaraventando in aria le automobili e fagocitando in un'enorme voragine quanto rimaneva dell'autostrada e di chi stava passando. L'esplosione investì direttamente la Croma marrone della scorta con a bordo gli agenti scelti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. I resti della vetturà verranno ritrovati a circa 600 metri dall'esplosione. La Croma bianca con a bordo Falcone e la moglie Francesca Morvillo, moriranno dopo poche ore in ospedale, rimase seriamente danneggiata e a bordo si salverà solamente l'autista Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza vettura della scorta è ridotta un ammasso di ferri vecchi, ma dentro i tre agenti sono vivi, feriti ma vivi. Il bollettino di guerra non si ferma qui, nella loro bieca vendetta i boss non si preoccupano della possibilità di coinvolgere innocenti. Rimangono ferite altre venti persone che transitavano in quel momento fra lo svincolo di Capaci e Isola delle Femmine.
E' il primo attentato di una stagione di fuoco messa in atto da una piovra impazzita che voleva provare a tutti i costi a tenere saldo il controllo del potere politico ed economico dell'isola. Dopo Capaci, l'aggressione allo stato proseguì con gli attentati di via d'Amelio a Palermo dove morirono il giudice Borsellino e 5 agenti della scorta e le bombe di Roma, Firenze e Milano. Un colpo di coda da parte di un controstato oramai morente, con azioni violente volte a terrorizzare e condizionare psicologicamente la gente e costringerla ad accettare uno status quo di connivenza e violenze.
L'effetto ottenuto fu completamente il contrario.
Il segnale più forte venne proprio dalla gente, in particolar modo dal caldo cuore dei giovani siciliani. Nacque un nuovo movimento, una forma di rinascita siciliana, di valori liberi contro ogni forma di violenza e di mafia ispirati dalle parole e dal martirio di Falcone e Borselino. Una rivoluzione silenziosa che ha cambiato il volto della sicilia anche attraverso l'impegno e il martirio di don Puglisi e la reazione dei suoi giovani in un quartiere difficile di Palermo come Brancaccio. Una ribellione al sistema mafioso, un voler crescere, per tornare a vivere e riconquistare quelle libertà che i tentacoli di Cosa Nostra gli negavano. Abbiamo ancora negli occhi le immagini del funerale e le forti parole di condanna del cardinale Pappalardo, le lagrime della moglie dell'agente Schifani, la gente, il popolo siciliano che per la prima volta si schierava contro chi per anni l'aveva tenuto sotto il giogo dell'omertà, della connivenza e della violenza.
Falcone scrisse in un libro poco prima di morire "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande". I siciliani adesso sanno di non essere più soli.

 
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Immagine
 Passo Rolle... di Gionni

Briciole di Briciola


Commenti


che bello
21/11/2009 alle 15:44:00
è un pensiero di Anonimo
"Capita spesso - spiega Ghezzi ...
28/10/2009 alle 07:49:23
è un pensiero di Luigi
aggiornare!!!! ^___^
26/08/2009 alle 09:14:38
è un pensiero di Mik
scusate, ma sono totalmente dal...
29/05/2009 alle 19:45:48
è un pensiero di Mik
non mi piace
29/05/2009 alle 19:43:26
è un pensiero di Mik
smk
15/05/2009 alle 07:23:40
è un pensiero di Fù
Se è vero che Dio vede e provve...
11/02/2009 alle 12:44:33
è un pensiero di Omar
La gente nega quella catastrofe...
10/02/2009 alle 20:07:01
è un pensiero di Fù
Ma parli del babbo o della Elua...
10/02/2009 alle 20:03:28
è un pensiero di Fù
Posso aggiungere un altro "Omar...
10/02/2009 alle 01:58:24
è un pensiero di Omar
Secondo me viviamo in uno stato...
10/02/2009 alle 01:32:12
è un pensiero di Omar
condivido le tue sensazioni, mi...
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Giovanni? se ci sei batti un co...
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Mi spiace che sia morto sto blo...
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è un pensiero di Fù

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