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Il 2 giugno, la Festa della Repubblica Italiana.
è un pensiero di Gionni inserito il 02/06/2006 alle 11:32:36, nella sezione Variazioni sul tema, e linkato 997 volte.

Quest'anno facciamo cifra tonda. La nostra giovane e maltrattata Repubblica compie i suoi primi 60 anni.


Le frecce tricolori al Vittoriano
Foto presa dalla rete

Il 2 giugno del 1946 il popolo italiano si reca a votare per un confronto duro, un costentatissimo referendum, che vedrà per la prima volta le donne nel ruolo di elettrici e che si concluderà con una lotta all'ultima scheda. Dopo una attesa interminabile ed il giallo dei risultati ufficiali che tardano ad arrivare, il responso delle urne è abbastanza netto. Con il 54% circa dei consensi a favore della Repubblica, si pone così la parola fine dopo 85 anni, due guerre mondiali, una guerra risorgimentale, una dittatura e svariate guerre coloniali, al potere della dinastia sabauda. Per volere del popolo aveva ufficialmente termine il Regno d'Italia. Non un gesto di irriconoscenza verso la casata che unificò l'Italia, ma semplicemente, perchè dopo oltre 20 anni di bavaglio, era forte la volontà di una nuova aria di libertà, di un desiderio di scelta e di una nuova fase democratica e partecipata per il futuro del paese. 
Vinse la Repubblica, e il re volò in esilio.
Da quel momento, il 2 giugno rappresenta la festa della rinascita democratica del paese e dell'unità nazionale.
E' la Festa della Repubblica, il giorno istituzionale per eccellenza, contornato e pervaso quasi da una religiosità e da una sacralità laica. 
Da 60 anni a questa parte, rappresenta, a torto o a ragione, anche la festa delle nostre forze armate, che, come sancisce la nostra Carta Costituzionale (quella vera, non quella scarabbocchiata da Calderoli) ha il compito di difendere il suolo patrio da qualunque aggressore. Certo, nell'Europa lanciata verso il crollo dei confini nazionali, un esercito di difesa interno fa quasi ridere... ma meglio essere previdenti.
E le polemiche si infiammano in questa occasione non tanto sul valore o meno della data, come accade invece ogni anno sulla ricorrenza del 25 aprile, ma più semplicemente sulla necessità o meno della parata militare, vista da molti come un anacronismo, da altri come una incitazione ad una politica della forza e della violenza, e da altri ancora invece come una inutile spesa per le casse dello stato.
Fatto sta che è una tradizione, e quello che è stato per anni un desiderio e una mania di protagonismo per le nostre forze armate, si è allargato ad altri valori, coinvolgendo anche altri settori a maggior contatto diretto con la società civile. Presente la Protezione Civile con i vari corpi di volontariato che collaborano sul territorio nazionale per la tutela dei cittadini, i ragazzi del Servizio Civile Nazionale (gli ex obiettori di coscenza), la Croce Rossa sia istituzionale che i volontari, le Misericordie, le polizie locali e amministrative


Le Frecce Tricolori
Foto presa dalla rete
 per arrivare a veder sfilare in compagnia dei militari anche le stesse associazioni pacifiste e di volontariato che collaborano nelle zone del mondo ancora martoriate dalle guerre.
Un contrasto che deve imparare a far riflettere, per continuare a credere in valori positivi e di crescita.

Auguri mia cara Italia, auguri Repubblica.