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Un Papa tedesco ad Auschwitz
è un pensiero di Gionni inserito il 29/05/2006 alle 11:50:06, nella sezione Politicando, e linkato 1044 volte.

Quella di ieri, anche se scivolata via abbastanza in grande silenzio, tra i primi caldi dell'estate imminente e le elezioni per metà del paese, è stata una giornata di quelle che veramente ha fatto la storia.


Papa Benedetto XVI
Foto presa dalla rete

E' un po' complicato da spiegare senza finire in assurde retoriche o banalismi laicheggianti. La presenza di un Papa ad Auschwitz, forse quasi non fa testo, ma il fatto che questo Papa, Benedetto XVI, sia Tedesco, rende la giornata indelebile. I suoi sguardi e i suoi gesti hanno fatto trasparire, dietro a quel velo di ghiaccio che fa parte del suo carattere mitteleuropeo, tutto l'orrore verso il genocidio del popolo ebraico e di tutte le vittime innocenti che intendevano opporsi all'obrobrio nazista. Lui, che come il suo predecessore Giovanni Paolo II ha vissuto in prima persona l'orrore di una guerra infame e folle, con un discorso di grande forza sentimentale ed emotiva, e allo stesso tempo carica di condanna, ha chiesto al mondo, a nome del popolo tedesco, della nazione che gli ha dato i natali, perdono per le colpe di un "gruppo di criminali" che con la violenza ha costretto con la violenza il suo popolo a prendere parte allo sterminio nazista.
Le parole più forti son giunte quando, con la stessa rabbia con cui Paolo VI pronunciò l'omelia per Moro, si è domandato perchè Dio in quei giorni di sangue non fosse stato presente in quei luoghi di martirio. Una affermazione forte, che fa discutere e soprattutto, che non deve far dimenticare MAI quanto accaduto in un passato che da moltissime parti si sta cercando di negare e nascondere.
Un discorso che inaspettatamente è stato letto in italiano. Quasi a rimarcare maggiormente il suo legame forte con il paese che lo ospita, dal quale piano piano sta facendosi contagiare, e che lentamente sta inziando ad apprezzarlo.

Sono giorni come questi che fanno la storia.