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Siamo entrati in guerra?
č un pensiero di Gionni inserito il 03/02/2007 alle 15:41:37, nella sezione Variazioni sul tema, e linkato 1669 volte.

Quanto accaduto ieri è ridicolo, assurdo, paradossale, inconcepibile. E Catania è stato soltanto l'ultimo di una fin troppo lunga serie di eventi.

Siamo in guerra e neanche lo sapevamo.


Foto tratta da Gazzetta.it
La morte dell'ispettore Filippo Raciti ieri a Catania deve far riflettere. Ma riflettere veramente, non scatenare solamente il solito blablabla mediatico che si sta leggendo in giro in queste ore. E' mai possibile morire perchè un gruppo di facinorosi decerebrati e probabilmente con seri problemi psichici va in giro armati in assetto di guerra con l'unica intenzione di uccidere? Questa e guerra, e, qui voglio provocare, in queste situazioni è INDISPENSABILE tornare alle ordinanze decretate durante gli anni di piombo. Colpo in canna e sparare ad altezza d'uomo. Perchè con certa gente che non ha la minima conoscenza della vita e del suo rispetto, a cosa serve rispettarli e tutelarli limitandosi ad una carezza con un manganello?

E' vero, quanto ho detto va contro la mia profonda morale cristiana, va contro ogni mio concetto di rispetto della vita umana. Ma... ma... ma la rabbia è forte. Diciamo di vivere in democrazia, e viviamo invece in un regime di terrore che non viene dai palazzi del potere, sennò saremmo in dittatura e forse tutto ciò non sarebbe mai accaduto. Tutta questa violenza viene invece dal profondo del disagio sociale e, lasciatemelo dire, mentale. Un pericoloso fuoco che viola ogni libertà umana. Troppa democrazia che sta instaurando una violenta dittatura sociale.
Bisogna avere paura ad andare allo stadio, a frequentare luoghi affollati, a prendere la metropolitana, ad uscire la sera. Perchè chi ci tutela muore, e chi invece dovrebbe pagare per le proprie colpe, anzi, va in giro anche a vantarsene. E poi... e poi, altri decerebrati che osannano la morte di Raciti come una forma di vendetta per la morte di un altro che se l'è veramente cercata, proclamandolo quasi un martire di non so quali ideali folli.
Si può morire per la Fede, ma è inconcepibile morire perchè te lo dicono altri.


Foto tratta da Gazzetta.it

Il campionato 2006-2007 deve finire qui, nessuno scudetto assegnato, nessuna squadra nelle coppe europee. A pagarne saranno le società e gli ultras onesti, è vero. Ma è anche da loro stessi che deve partire un segnale di repressione. Per allontanare chi va allo stadio per UCCIDERE.
Il calcio potrà riprendere solo dopo un profondo cambiamento, una vera e propria rifondazione. Come in Inghilterra. Dove non esistono recinzioni, il tifo è tifo e non antagonismo e violenza.
Loro ci sono riusciti, sono così più avanti di noi?
Sennò torniamo ai circhi romani. Facinorosi e violenti al centro dell'arena che si massacrano, con licenza di uccidere. Ne rimarrà vivo solo uno. E il pubblico deciderà poi la sua sorte.
Ne sono certo, sugli spalti nessun tafferuglio, il primo che si azzarda finisce nell'arena.

Che giorno triste, vi lascio con una riflessione di Mario Sconcerti: Una notte già scritta